Carte e piante

Carte e piante: lo sguardo sulla città

Galleria cartografica dedicata allo sviluppo e alle trasformazioni della città di Milano
a cura di Ornella Selvafolta

 

Nel periodo postunitario Milano vive un processo di crescita che in settant’anni quintuplica la sua popolazione, passata da poco più di 190.000 abitanti nel 1861 (entro la cerchia dei Bastioni) al milione nel 1931. Uno sviluppo che impone continui adattamenti e/o trasformazioni alla compagine urbana e si riflette nella produzione editoriale di un’abbondante e variegata cartografia. Nel volume Milano (Bari-Roma, Laterza, 2003) Lucio Gambi e Maria Cristina Gozzoli hanno calcolato che tra il 1860 e gli anni della prima guerra mondiale escono “più di cinquanta figurazioni planimetriche di Milano, originali o riedite in termini aggiornati”, che registrano sia i cambiamenti della topografia urbana, sia i cambiamenti dell’uso. Da prodotto autonomo corredato di lunghe legende, la mappa della città diventa infatti anche materiale ad integrazione di altre opere che includono dai piani urbanistici agli studi tematici, dai repertori commerciali alle guide per i viaggiatori.

Le carte e le piante costituiscono quindi tra i segnali più chiari della “Milano che cresce”, permettendo di seguirne l’espansione territoriale, lo sviluppo delle infrastrutture e delle vie di comunicazione, l’infittirsi o il diradarsi del costruito, il configurarsi di nodi urbani di particolare interesse, il crescere dei luoghi istituzionali e la dotazione di servizi, il succedersi dei piani di ampliamento.

Basta pensare a come in questo periodo Milano allarghi in diverse riprese i confini municipali: a partire dal 1873 con l’aggregazione dell’area suburbana dei Corpi Santi e, ancora, nel 1904, nel 1918 e nel 1923 con l’aggregazione dei comuni limitrofi. Da 8,23 kmq circoscritti dalle mura spagnole si arriva progressivamente a 185 kmq che trasformano la città tradizionale in nuovo organismo metropolitano. In termini di rappresentazione cartografica l’ampliamento dei confini implica un aumento di scala che può andare a discapito dell’esattezza e del dettaglio, ma risponde a uno sguardo allargato che tenta di comprendere e restituire le dinamiche delle trasformazioni in vero e proprio ambito territoriale.

Dal 1884 il succedersi dei piani regolatori e di ampliamento imprime inoltre la dimensione del divenire a mappe che riportano spesso sia l’esistente, sia il progetto, ponendosi come registrazioni della realtà, ma anche come prospezioni del suo futuro, descrivendo e interpretando, proponendo figurazioni oggettive e, altresì, figurazioni variamente intenzionali. In questa sorta di doppio registro, di intreccio tra “geografie spontanee” e “geografie volontarie” (Virgilio Vercelloni, Atlante storico di Milano, Città di Lombardia, Metropolitana Milanese, Milano, 1987), risiede in fondo gran parte dell’interesse suscitato dalle carte storiche di Milano, soprattutto nell’arco di tempo che intercorre tra il 1860 e i primi decenni del secolo XX, quando anche la sua consistenza di “città delle scienze” si configura e consolida proprio in rapporto alla volontà di progetto e capacità di affrontare i cambiamenti.

I materiali presentati in Carte e piante intendono esprimere tali aspetti e sono stati scelti in base al loro potenziale di “racconto” su temi di volta in volta emergenti e caratterizzanti: dai metodi di rappresentazione all’evidenziarsi di specifiche funzioni urbane, dalle presenze artistiche monumentali alle attrezzature utilitarie, dalla carta ad uso dei tecnici e specialisti alla mappa per il visitatore in occasione di speciali avvenimenti quali, ad esempio, le grandi esposizioni. I brevi commenti a corredo dei singoli documenti hanno lo scopo di segnalare alcuni di questi contenuti e di richiamarne sinteticamente il contesto.

La loro resa digitale ad alta definizione apre a possibilità di lettura che la pubblicazione cartacea non consente se non in grandi formati e in poco praticabili supporti; mette in luce colori e dettagli, facilita confronti e estrapolazioni, dilata e, nello stesso tempo, puntualizza lo sguardo sulla città, diventando, forse più degli strumenti tradizionali, un mezzo attivo di apprendimento e condivisione delle conoscenze: coerentemente agli obiettivi del sito Milanocittàdellescienze.

Visita la mostra