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Milano, C. Sulzer cartografo, Antonio Vallardi Editore, Milano [1934] (645 x 655 mm, scala 1:10.000). Biblioteca Nazionale Braidense, Milano.

Le nuove dimensioni territoriali di Milano fanno sì che la città non sia più interamente iscrivibile sulla pianta se non usando supporti molto grandi e rapporti di scala tali da rendere difficile l’individuazione topografica. La mappa di Antonio Vallardi, del 1934, presenta una scala al 10.000 e va poco oltre la prima fascia di espansione prevista dal piano Beruto, al fine di contenere le dimensioni del foglio e, nello stesso tempo, di offrire un buon livello di leggibilità per il riconoscimento dei luoghi. Si tratta dell’aggiornamento di una mappa pubblicata in prima edizione nel 1927 e adotta modi di rappresentazione che costituiscono ormai un linguaggio omogeneo e tipico della produzione cartografica, ivi compresa quella del Touring Club. Sul rosa del tessuto costruito risaltano le sagome più scure, in grigio marrone, che identificano i luoghi monumentali, gli edifici pubblici, le istituzioni e le attrezzature di servizio, in diversi casi combinando ancora la dimensione di ciò che già esiste con quella futura. Se la Stazione Centrale, a lungo evocata sulle mappe di Milano, è nel 1934 finalmente una realtà (inaugurata nel 1931), il Palazzo di Giustizia in corso di Porta Vittoria con la sua caratteristica pianta a cortili, a quella data è solo un cantiere, ben lontano dalla conclusione che avverrà soltanto nel 1941. Il centro mostra l’attuazione di diversi piani parziali che ne hanno modificato, o stanno modificando, il disegno urbano: si segnalano ad esempio l’apertura del nuovo corso del Littorio (oggi Matteotti), o lo spazio vuoto davanti al nuovo edificio della Borsa che prelude alla piazza degli Affari. La mobilità urbana è assicurata da un sistema di trasporti che la mappa segnala con simbologia diversa per i percorsi delle linee automobilistiche, delle tranvie urbane, delle tranvie suburbane e della nuovissima filovia, inaugurata appena l’anno precedente nel tragitto Loreto-Dergano.