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Pianta della città di Milano, dis. A Pietrasanta, F.lli Patuzzi Editori, Milano – Industrie Grafiche Pietro Vera, Italica Editoriale, Milano [1928] (375 x 375 mm, scala 1:10.000). Biblioteca Nazionale Braidense, Milano.

La pianta del 1928 mostra chiaramente che Milano non è più una città murata e ha mantenuto solo alcuni lacerti dei Bastioni nelle vicinanze di Porta Romana a ricordo monumentale dell’imponente sistema di fortificazioni spagnole. Sta parimenti venendo meno anche il carattere tradizionale di città d’acqua, poiché è ormai avviata la copertura della Fossa interna dei Navigli che di lì a breve (nel 1929) recupererà al traffico su ruota le nuove arterie di via Senato, San Damiano, Francesco Sforza. Particolarmente interessante è il livello di dettaglio con cui si rappresenta la Fiera Campionaria, collocata nell’ex Piazza d’Armi a nord-ovest del Parco Sempione. Inaugurata nel 1920 lungo i Bastioni di Porta Venezia sull’area lasciata libera dalle mura, dal 1922 la Fiera si era spostata nella sede definitiva, ospitata dapprima in padiglioni provvisori in legno e, successivamente, in nuove strutture permanenti. Bisogna inoltre segnalare le numerose “conchiglie” a contorni rossi, marchio della società Nafta-Shell, che costellano la città dalla cerchia dei Bastioni verso l’esterno. Il loro numero e la loro distribuzione topografica rendono incerta l’ipotesi di distributori fissi di benzina, forse si tratta di pompe attivate temporaneamente per qualche manifestazione pubblicitaria in occasione della Fiera. L’edizione del 1928, allo scadere dei dieci anni dalla vittoria della prima guerra mondiale, fu del resto particolarmente importante portando a due mesi il periodo di apertura. Tra le più significative e moderne attrazioni vi era il Salone dell’Automobile, ospitato nel multifunzionale Palazzo dello Sport, affacciato su piazza VI Febbraio e ben indicato in pianta. Sul lato opposto della città, a nord est, si era frattanto inaugurata (1927) la nuova sede del Politecnico nella costruenda città degli Studi, segnalata con la scritta “Istituti di Alta Cultura” nell’area tra via Pacini e via Strambio con affaccio su piazza Ardigò (poi Leonardo da Vinci): un altro fondamentale polo della Milano scientifica e della sua adesione alla modernità.