Cartepiante_img12

La nuova sistemazione del centro di Milano, in Arch. Piero Portaluppi e ing. Marco Semenza, Milano com’è ora come sarà, Progetto per il piano regolatore di Milano presentato al concorso naz. bandito dal Comune di Milano il 1 ottobre 1926. Motto: Ciò per amor – Primo premio, Casa editrice d’arte Bestetti e Tumminelli, Milano-Roma 1927, tav. 7 (216 x 200 mm).

Nel 1923 Milano ha ulteriormente ampliato i suoi confini con l’annessione di undici comuni siti in una corona esterna che, procedendo da nord verso est, passa da Musocco, Affori, Greco, Lambrate, via via fino a Chiaravalle, Vigentino, Baggio. Terre e risorse che aggiungono 98.000 abitanti alla città, portando la popolazione totale a 864.000 unità e la superficie a 185 kmq. Si rende quindi necessario un nuovo piano regolatore che, a differenza del passato, non è direttamente affidato al personale dell’ufficio tecnico municipale, ma è fatto oggetto di un concorso nazionale di idee rivolto alla più ampia e qualificata cultura del progetto. Tra le venticinque proposte presentate vince quella dell’architetto Piero Portaluppi e dell’ingegnere Marco Semenza (motto Ciò per Amor, ottenuto anagrammando i due nomi) che, l’anno successivo, è pubblicato nel volume Milano com’è ora come sarà, dal quale è tratta la mappa. Nel continuo raffronto tra presente e avvenire gli autori si dichiarano a favore di una città votata al futuro, di un organismo metropolitano posto al centro di una vasta area regionale di influenza, nucleo generatore di grandi arterie di scorrimento e di penetrazione territoriale. La pianta, della quale si segnala la particolare grafia “pittorica” (adeguata ad un concorso di idee), mostra l’area del centro storico e la prima fascia di espansione, oltre i Bastioni, innervate da una fitta trama di strade, inframmezzata da nuove piazze, intersezioni, ramificazioni. Esse implicano notevoli cambiamenti nel tessuto edilizio e testimoniano di un approccio che gli stessi autori definiscono “antiromantico”, a favore di una modernità ad oltranza che non esita davanti alla necessità di ingenti demolizioni. Si segnala, tra l’altro, la creazione di un nucleo monumentale nell’area dietro l’Ospedale Maggiore della Ca’ Granda, trasformata in una vasta piazza con parti a giardino e circondata da moderni palazzi.