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Emilio Bignami Sormani, Carta topografica di Milano, in Collegio degli Ingegneri ed Architetti di Milano, Milano tecnica dal 1859 al 1884, Hoepli, Milano 1885 (litografia colorata, 275 x 370 mm, scala 1:16.000).

Nel 1885 il volume Milano tecnica, curato dal Collegio degli Ingegneri e Architetti di Milano, ha lo scopo di illustrare l’espansione e i cambiamenti della città allo scadere dei venticinque anni dall’Unità d’Italia. Cresciuta territorialmente grazie all’aggregazione di Corpi Santi, Milano non ha subito significative modifiche per quanto riguarda la morfologia complessiva, ma le operazioni edilizie che si sono effettuate in quest’arco di tempo hanno toccato nodi primari dell’organizzazione urbana, segnando una linea di spartiacque fra la città tradizionale e la città moderna. Il volume è il portato di una cultura politecnica che si è rapidamente affermata, con l’apertura nel 1863 dell’Istituto Tecnico Superiore, attraverso la professionalità di ingegneri e architetti capaci di intervenire in settori più utili che rappresentativi, più funzionali che monumentali, più efficienti che artistici. Gli stessi che si trovano in Milano tecnica e che comprendono dai quartieri borghesi ai quartieri operai, dagli stabilimenti industriali alle stazioni ferroviarie, dalle banche agli alberghi, dagli istituti di pena alle strutture di assistenza, dalle infrastrutture viarie agli impianti tecnici a rete. La mappa acclusa al volume propone un’efficace sintesi topografica dei cambiamenti e dà immediata visibilità agli interventi, rappresentando in rosso le nuove costruzioni e in giallo le vie aperte dopo il 1859. Un periplo ideale da nord-ovest risulta così scandito dal Cimitero Monumentale, dalla Stazione Centrale, dai nuovi isolati che vanno ricoprendo l’area dell’ormai distrutto Lazzaretto; procedendo verso il centro si segnala il nuovo quartiere formato dalle vie Montebello e Solferino (toponomastica in omaggio all’epopea risorgimentale); la nuova piazza del Duomo e la Galleria Vittorio Emanuele II (meta preferita di tutti i viaggiatori) e, via via verso sud est, il Penitenziario di San Vittore con l’inconfondibile struttura panottica, i grandi impianti del Macello, il nuovo corso Genova che immette alla stazione omonima e all’area ferroviaria, già sede di insediamenti produttivi che preludono al successivo sviluppo industriale della città.