Fotografia e medicina

Gigliola Foschi

Fotografia e medicina
I luoghi della cura: architetture e tesori d’arte da valorizzare
Una mostra di fotografie di Elena Franco all’Università degli Studi di Milano, atrio dell’Aula magna, via Festa del Perdono, 7. Milano
27 ottobre – 25 novembre 2014

 

Usare la fotografia come uno strumento di conoscenza capace di portare all’attenzione aspetti della realtà trascurati o poco visibili: è questa l’operazione compiuta da Elena Franco, che si è impegnata ad analizzare il linguaggio architettonico di alcuni antichi ospedali o ex-ospedali italiani e francesi per preservarne la memoria e la storia. Architetto e non solo fotografa, l’autrice ha concentrato la sua ricerca su alcuni ospedali significativi e con un impianto architettonico simile: l’Ospedale maggiore Cà Granda di Milano; l’Ospedale Maggiore di San Giovanni di Torino; l’Hôtel-Dieu di Bourg en Bresse; l’Hôtel-Dieu di Lione; e quello di Parigi.

Una ricerca, la sua, che risulta di particolare importanza perché tali edifici sono ora in parte abbandonati o adattati a nuovi usi che rischiano di celarne la storia. Chi si ricorda, infatti che il Museo Regionale di Scienze naturali di Torino era in origine un ospedale così importante che il suo progetto venne affidato ad Amedeo di Castellamonte, autore anche del Palazzo Reale e della Reggia di Venaria di Torino? La medicina si è progressivamente evoluta e molti antichi ospedali, non più adatti ai bisogni attuali, sono stati in parte colpevolmente distrutti – come quello di Vercelli – o riconvertiti ad altri usi, come accadrà all’ospedale di Lione o è già accaduto all’Ospedale Maggiore di Milano. Quest’ultimo, fondato dal duca Francesco Sforza nel 1456 e progettato da Antonio di Pietro Averlino detto il Filarete, ospita infatti dalla Seconda guerra mondiale l’Università degli Studi di Milano, ma conserva tutt’ora pregevoli beni artistici e culturali dell’antico ospedale, purtroppo ancora poco noti ai cittadini di Milano. Basti pensare alla preziosa Quadreria con i suoi più di 900 ritratti dei benefattori che sostennero l’ospedale o ai magnifici saloni che ospitano l’Archivio storico.

Riportare quindi l’attenzione su questi straordinari monumenti – come fa la ricerca di Elena Franco – significa restituire alla collettività la memoria di tali ambienti anche al fine di offrire una base di conoscenze per riflettere in modo consapevole su un loro futuro che non li veda trasformarsi in involucri deprivati della loro storia. Una storia dove il prestigio di una città (dal XIV al XIX secolo) veniva valutato anche sulla base della bellezza, della grandiosità e dell’efficienza del suo ospedale “maggiore”. Ospedali, per altro, progettati da più importanti architetti dell’epoca e spesso costruiti come città ideali, con uno schema planimetrico a croce greca, sulla linea indicata da Filarete con la sua Cà Granda.

A partire da una precisa consapevolezza e sensibilità rispetto a tali edifici, le immagini di Elena Franco s’impegnano a evidenziare similitudini e differenze, strutturali o funzionali, tra i vari ospedali da lei presi in esame. Le sue fotografie guidano l’osservatore in un viaggio che dall’esterno e dai porticati interni lo conduce nelle lunghe sale dove un tempo venivano alloggiati i malati. Evidenziano l’importanza della cappella – centro simbolico e spaziale dell’ospedale – e dei giardini dove venivano coltivate le piante officinali. Si soffermano sui ritratti, scolpiti o dipinti, dei benefattori degli ospedali: nobili, notabili e poi imprenditori, i quali, nel corso dei secoli, hanno continuato a donare parte dei propri averi agli ospedali, perché questo era al contempo un gesto di carità volto al raggiungimento della salvezza e un segno imprescindibile di status sociale. Serie e volutamente descrittive le immagini di Elena Franco sono il frutto di una lunga di una lunga e tenace indagine fotografica e si offrono come la testimonianza di un periodo della storia basata su un’unità inscindibile tra spirito di carità, senso civico, medicina e architettura. Quell’unità che oggi – ci fa capire l’autrice – noi rischiamo di perdere, o di avere già perso, senza esserne stati nemmeno consapevoli.

 

Elena Franco è architetto e si occupa a livello internazionale di piani e programmi di valorizzazione urbana e del territorio. La fotografia – di documentazione e ricerca – occupa una gran parte della sua attività e viene spesso utilizzata nel suo lavoro di costruzione dell’identità locale. Utilizza fotocamere digitali ma anche macchine fotografiche istantanee e a pellicola, che colleziona.